19-12-2017

5 errori da evitare per una perfetta cena di Natale

Inutile nasconderlo: nonostante i commenti cinici, aspettiamo un po’ tutti il Natale con grande ansia. E ancora di più i tanti momenti conviviali che esso porta con sé. Che sia il cenone “di magro” della vigilia o il pranzo più sostanzioso del 25 dicembre, riunirsi attorno a un tavolo con le persone cui si vuole bene non è un’occasione da poco. L’importanza di questo rituale gastronomico porta con sé diverse insidie e trabocchetti. Ecco dunque alcuni errori da evitare per fare sempre un’ottima figura (soprattutto con la suocera!).

1. Esagerare con le portate

È vero che i pasti natalizi sono quelli che, per tradizione, battono ogni record di durata. Ma se da una parte è bello passare tanto tempo con amici e parenti, dall’altra non siamo più abituati a sfinirci di cibo per ore e ore. Meglio quindi calibrare solo le portate che una persona può fisicamente ingerire senza star male. Attestarsi su quattro o cinque portate potrebbe essere la giusta soluzione.

2. Ignorare i gusti degli ospiti

Possono sembrare capricci o mode alimentari, ma intolleranze o regimi alternativi sono in realtà un impegno molto gravoso per chi li conduce. E a volte semplicemente chiunque non gradisce determinati alimenti. Anche se abbiamo dunque un menu ben preciso in mente, abbiamo almeno l’accortezza di chiedere in anticipo ai commensali (soprattutto se ci sono new entry) se sono vegetariani, celiaci o dimostrano altre esigenze. Perché è proprio brutto vedere gli altri mangiare restando a bocca asciutta.

3. Farsi prendere dalla tradizione

La tradizione in cucina è importantissima e a maggior ragione si fa sentire durante le feste. Ma il pranzo di Natale non è qualcosa che è scolpito nella pietra: vanno bene i capponi, i torroni e gli altri piatti tipici, ma non abbiate paura di osare, soprattutto se vorreste proporre i vostri cavalli di battaglia. E soprattutto non sentitevi in obbligo di proporre i classici piatti anche se non c’entrano nulla l’uno con l’altro: mangiare il capitone dopo la lasagna al ragù forse non è la migliore delle idee, anche se è tradizione!

4. Non prevedere delle pause

Abbiamo già detto che quattro o massimo cinque portate sono l’ideale. E se ci aggiungiamo la conversazione, i momenti di preparazione e servizio, lo sparecchiare e il riapparecchiare, possiamo ben capire che si tratterà di pasti che durano minimo tre o quattro ore. Siamo dunque clementi con i nostri ospiti: non abbiamo fretta di servire un piatto dopo l’altro, ma articoliamo il tutto con grande relax, inserendo magari dei momenti di distensione come l’apertura regali o qualche momento ludico.

natale

5. Occuparsi solo del cibo

A Natale, appunto, vogliamo seguire la tradizione e colpire tutti con la nostra maestria in cucina: il rischio però è di dedicare troppo tempo ai fornelli (più le ricette sono classiche più richiedono tempo e pazienza) e di trascurare invece gli altri aspetti. Avete pensato ai vini da abbinare? Ci sono tovaglie e tovaglioli a tema? La tavola è preparata a dovere? I bambini sono buoni e tranquilli? Sì, le cose da pensare sono tante ma con un po’ di preparazione e soprattutto senza stress si può fare tutto. Un piccolo consiglio, poi: coinvolgete tutta la famiglia, assegnando a ogni membro un compito. Perché lo spirito del Natale è la condivisione!