dessert
04-02-2020

A Milano un ristorante a base di soli dessert

Siete golosi di dolci? Allora non dite che non avete mai sognato di pasteggiare esclusivamente con portate a base di cioccolato, crema e così via. In realtà l’idea non è così fantasiosa o folle: negli anni si sta sviluppando il concetto del dessert bar, ovvero di luoghi che, a metà strada fra pasticceria e ristoranti, propongono articolati percorsi gastronomici che fanno dei dessert il loro fondamento. E questa novità è arrivata finalmente anche a Milano.

Come ricorda anche un articolo de Linkiesta i precedenti sono illustri e questa tendenza in particolare è importata dalla Spagna: è infatti a Barcellona che negli anni Duemila Jordi Butrón e Xano Saguer inaugurano Espai Sucre, considerato come il primo ristorante di dessert al mondo, ma poi l’esperienza è stata replicata anche nello stellato Bullì di Ferran Adrià che, sempre nella capitale catalana, ha sperimentato negli anni scorsi la proposta di un intero pasto costituito da una successione di dessert. Col tempo il trend ha preso piede in tutto il mondo, ad esempio nei 2:00:Dessertbar di Janice Wong a Singapore, Giappone e Macao, o al Room4Dessert a New York di Will Goldfarb (già allievo di Adrià).

Ovviamente tutto ciò è arrivato fino a noi e da poco ha aperto il Dessert Bar Milano, da un’ambiziosa idea di Federico Rottigni. Giovane pasticcere di grande talento, formatosi presso Ernst Knam e Antonino Cannavacciuolo, dopo alcune esperienze nei grandi hotel esteri, soprattutto in Norvegia, è tornato in Italia per coronare il suo sogno di aprire il primo dessert bar nostrano. In via Crocefisso, centralissimo, in uno spazio progettato dalle luci agli arredi in marmo e ottanio, l’idea è quella di proporre soprattutto delle esperienze che coinvolgano tutti i sensi.

Due i momenti: nel pomeriggio la possibilità di gustare un ricco afternoon tea internazionale, “un momento di coccola” l’ha definito Rottigni, senza doversi avventurare negli hotel di grande lusso; la sera, invece, ecco il dessert dining show. Diviso in due turni, alle 20 o alle 22.30, parte da un concetto molto semplice: “I dessert non sono necessari e i cocktail nemmeno. Sono un piacere. Quindi quella che propongo non è una cena, ma puro divertimento“, dice l’ideatore. I soli 11 coperti hanno la possibilità di osservare chef e bartender all’opera mentre preparano in diretta le varie creazioni. Ovviamente, per far sì che ci si possa gustare tutto il percorso “i dolci sono stati de-dolcizzati“, per evitare di sfinire il palato, mentre i rimandi alla pasticceria avvengono tramite altre caratteristiche: consistenze, temperature, acidità.

E voi avete voglia di provare questo Dessert Bar?

Foto: sito ufficiale