09-07-2018

Alla scoperta di Casa Amélie, nuovo ristorante a Torino

Articolo di Bruno Boveri

Non ho dati statistici ma credo  che a Torino apra almeno un nuovo ristorante alla settimana, anche due… da capo non ho dati statistici, ma credo che due terzi di questi chiudano entro i primi sei mesi. Perché ? Vi chiederete…  A sun nen bon, direbbe il vecchietto del mercato di Porta Palazzo. Non sono capaci, non hanno idee da proporre, e sulla piazza l’offerta è già tanta, quindi via.

Se vuoi aprire un ristorante devi avere qualcosa di nuovo da proporre. Lungo preambolo per arrivare a parlare di un progetto vincente, di chi ce l‘ha fatta. Lui si chiama Guido Perino, 36 anni, napoletano, cuoco con belle esperienze a Napoli e Bologna, poi approda a Torino e, per dirla da fighi, è per quattro anni sous chef al Magorabin, sì dal cuoco stellato con le treccine.

Poi decide che vuole un suo ristorante per proporre la sua cucina. E così nell’autunno dell’anno scorso apre Casa Amélie. Casa, perché il primo concetto che sta alla base è che al ristorante devi sentirti a casa. Ed è proprio una bella casa, piccola e accogliente, coi mattoni in bellavista, pochi coperti, una ventina o poco più, perché i clienti vanno coccolati e seguiti. 

E poi la sua idea di cucina. Innanzitutto le materie prime devono essere territoriali e di qualità. Poi questi prodotti vanno valorizzati e resi riconoscibili, quindi no ad accozzaglie esagerate: non più di quattro ingredienti per ogni piatto. E poi qui scatta la genialità del cuoco: tutti piatti originali, unici, magari a partire da ricette tradizionali e storiche, ma reinventate, più che rivisitate, perché l’aggiunta fatta dal cervello e dalla mano sapiente sono fondamentali. Un piatto, tanto per capirci. Il Vitello bottargato. Punto di partenza il piatto storico piemontese, ma varia un ingrediente: la salsa è fatta con la bottarga che ritorna a fettine a coprire il tutto. Un piatto da sogno. Ma lo stesso si potrebbe dire per i Batsoà, fagiolini e frutto della passione, o il Manzo nel bosco e tutto il resto… a voi scoprirlo. E il successo non è mancato, con grande apprezzamento di pubblico e di critica (incluso il riconoscimento di TheFork Restaurants Awards) .

A proposito di Bruno Boveri 

Ho sempre coltivato la passione per il cibo e il vino. Sono stato per più di vent’anni dirigente nazionale di Slow Food. Collaboro alle guide del Gruppo Editoriale L’Espresso, scrivo di gastronomia ed enologia su riviste e siti internet. Sono Presidente della prima web radio europea dedicata al vino: La Voce del Vino/The Wine Voice.