barbieri 23
28-05-2019

Barbieri 23 a Roma, il ristorante che non usa i fuochi

Né fuochi né piastre a induzione: è questa la particolarità del Barbieri 23 Enoteca e Laboratorio, situato nello stesso edificio del famoso Teatro Argentina a Roma. Aperto nel dicembre 2018, il locale propone una “cucina rigenerativa” come la definisce lo chef e patron Giorgio Baldari.

Baldari, con un curriculum davvero notevole che vanta collaborazioni con Antonello Colonna e Gianfranco Vissani ma anche esperienze all’estero (Stati Uniti, Montecarlo, Spagna), si è lanciato in questa nuova avventura appunto rinunciando al calore tradizionalmente utilizzato in cucina. Non si rinuncia a nulla, comunque, e la sfida qui è portare a casa una serie di piatti – non crudisti – ma che abbiano tutta l’anima di una cucina moderna, innovativa e sperimentale: forno a convenzione, roner, microonde sono gli strumenti che lo chef utilizza per proporre un ripensamento della cottura industriale.

Tutto ciò dà vita a un menu fatto di sorprese continue: si va dal filetto di tonno albacares con pomodoro e spaccatella gialla abruzzese all’olio d’oliva ai ravioli di latte nobile del Lazio con pomodoro pera d’Abruzzo e al filetto di salmone arrosto con peschiole verdi al tartufo nero. Tutti i nomi hanno nomi evocativi (come Transumanza) o ironici (Bellini proprio sbagliato), a trasmettere appunto il pensiero forte e strutturato eppure anche informale e scanzonato.

Da sottolineare poi l’ambiente: raccolto, con una ventina di posti circa, è un locale intimo, romantico e con tutte le caratteristiche e i dettagli del moderno bistrot, dall’illuminazione discreta, i tavolini senza tovaglie e anche un bancone sociale per una condivisione di stampo contemporaneo.

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