18-01-2017

Con la Brexit chiudono i ristoranti: e in Italia?

Le conseguenze erano ampiamente previste: la Brexit, ovvero la decisione tramite referendum del popolo britannico di lasciare l’Unione Europa, inizia ad avere i suoi effetti non proprio positivi sull’economia del Regno Unito. Anche se è troppo presto per avere un quadro consistente, preoccupazioni fiscali, problemi con l’approvvigionamento della manodopera e incertezze del mercato rischiano di mettere sottosopra le Isole britanniche.

Il fenomeno riguarda anche il mondo della ristorazione: una delle notizie più eclatanti è che il famosissimo chef Jamie Oliver, celebre per i suoi show televisivi e per i bestseller venduti in tutto il mondo, ha deciso di chiudere sei ristoranti in Gran Bretagna. Si tratta dei sei locali londinesi che lo chef-imprenditore aveva aperto sotto la catena Barbecoa, una chiusura che riguarderà 120 dipendenti, in parte riallocati negli altri ristoranti del gruppo. “Come ogni ristoratore sa, questo è un mercato difficile“, ha dichiarato al Guardian Simon Blagden, CEO della Jamie Oliver Restaurant Group. “Dopo la Brexit le pressioni e le incertezze lo hanno reso ancora più duro, soprattutto perché ci rifiutiamo di abbassare la qualità dei prodotti e la preparazione del nostro staff“.

Barbecoa-Exterior

E in Italia, com’è la situazione? Secondo una relazione di Unioncamere-Infocamere, riportata da Repubblica, in questi anni è boom di ristoranti e bar: dal 2011 c’è stato un aumento del 10%, per un totale di 367mila attività, concentrate soprattutto a Roma, Milano e Napoli. Bene, quindi, ma non benissimo: la stessa ricerca fa emergere il dato secondo cui queste nuove attività non riescono ad avere vita lunga. 3 su 4 nuovi ristoranti hanno chiuso entro cinque anni e oltre il 45% non è riuscito ad arrivare al terzo anno di vita (mentre i bar sembrano avere più possibilità di durare).

Come superare i momenti difficili e magari perseverare con il proprio ristorante anche in un mercato sempre più incerto? Oltre alla passione e alla buona volontà, ovviamente, ci si può rivolgere alle risorse messe in campo dalle nuove tecnologie. TheFork, ad esempio, può essere per i ristoratori una leva vincente per aumentare prenotazioni, guadagni e livelli di servizio. Scopri tutte le opportunità cliccando qui