14-02-2018

Carnevale, piccolo dizionario dei dolci tipici

A Carnevale ogni scherzo vale… ma anche ogni dolce! Visto che proprio questo è il periodo in cui tutto è concesso, anche gli sgarri alle diete e alle regole, prima del rigore imposto dalla Quaresima, ecco che in tutta Italia da secoli si sono diffuse numerose ricette golose e molto caloriche che avevano un doppio obiettivo: fare il carico di calorie per l’inverno e trasgredire alla consueta morigeratezza. Ma siccome ogni regione ha le sue ricette, ecco un piccolo dizionario per orientarsi!

Arancini di carnevale

Il nome ricorda la Sicilia, in realtà sono dolci tipici delle Marche: sono rotelle di pasta all’uovo imbevuta di succo e scorzette d’arancia, poi fritte e passate nel forno.

Berlingozzo

Tipico di Toscana e Umbria settentrionale, il nome di questo ciambellone al forno (che condivide gli ingredienti con gli altrettanto tipici brigidini) deriva da berlingaccio, termine che indicava il giovedì grasso e una maschera tradizionale di Carnevale.

Caragnoli

Dette anche rosacatarre, sono delle eliche a base di farina, uova e zucchero, poi fritte e passate nel miele, tipiche del Molise.

Castagnole

Tipiche di gran parte delle regioni italiane, sono palline uova, zucchero, farina e burro (talvolta ricotta) che vengono fritte e poi passate nello zucchero a velo o nello zucchero. Hanno una consistenza granulosa e talvolta sono ripiene.

Chiacchiere

Un nome unico in italiano per intendere ciò che nelle varie regioni viene chiamato in molti modi diversi: bugie, cioffe, crostoli, galani, frappe, sfrappe, stracci, pizze fritte ecc. Sono delle sfoglie di farina, burro, uovo e zucchero (e talvolta anche un liquore come la grappa) che vengono gonfiate friggendole o cuocendole al forno (foto sopra).

Cicerchiata

Tipica di Abruzzo, Molise, Marche e anche alcune parti dell’Umbria, è simile agli struffoli napoletani – ma preparata però a Carnevale e non a Natale – e dalle palline di dimensioni un po’ più piccole.

Frittelle

La pasta a base di farina, uova, zucchero, latte e lievito per tradizione a Carnevale viene fatta a palline (ma in alcune zone anche a ciambella oppure a disco) e fritte nell’olio bollente, per poi essere spolverate con zucchero o zucchero a velo. Ne esistono diverse varianti: da quelle alle mele alle più classiche fritole venete, dette altrove tortelli. Inoltre possono essere farcite a piacere con la crema pasticciera, il cioccolato, la ricotta o l’uvetta (foto a lato).

Graffe

Diffuse soprattutto nella cucina campana, sono piccole ciambelle fritte ricoperte di zucchero con una base di farina e patate.

Sanguinaccio dolce

Tipica soprattutto di Basilicata e Calabria, ma diffusa anche altrove, è una crema al cioccolato a cui un tempo si aggiungeva sangue di maiale. Altre varianti prevedono mosto d’uva o cannella.

Strauben

Tipico di Alto Adige e Tirolo, si tratta di un vermicello a base di farina, burro, latte, grappa, uova e olio buttato nell’olio bollente e fritto (foto sopra).

Tortelli

Vedi frittelle.

Zeppole

Farina, zucchero, burra, uova e a volte secondo le varianti regionali anche olio d’oliva, ricotta, riso o crema pasticceria, sono gli ingredienti base di questi dolci lievitati e fritti che hanno diverse applicazioni in varie parti d’Italia, dove talvolta sono dolci carnevaleschi e altre volte – soprattutto in Campania e al Sud – sono tipiche del 19 marzo, festa di San Giuseppe.