22-10-2019

Intervista a Daniele Perrone, ristoratore e attore

Un ristorante siciliano in via Sicilia a Roma: facile ricordarsi di Orlando, locale specializzato proprio nel portare i sapori dell’isola siciliana sulle tavole della Capitale. Ma è memorabile anche perché il ristoratore qui è un ristorattore: vale a dire che Daniele Perrone ha anche una fortunata carriera nel mondo della recitazione. L’abbiamo intervistato per saperne di più:

È nata prima la passione per la recitazione o quella per la ristorazione? Diciamo che sono nate insieme. Ho iniziato a lavorare per bisogno, quando mi sono trasferito dalla Sicilia a Firenze, nel 2002. Dovevo pagarmi gli studi e mantenermi e l’unica cosa che potevo fare era lavorare la sera nei ristoranti. Poi, pian piano, ci ho trovato gusto e mi è iniziato a piacere. Nel frattempo sono iniziati i primi spettacoli e i primi set. Nel tempo libero ho investito da subito su corsi per diventare sommelier e restaurant manager.

Come conciliare la vita da attore con quella da restaurant manager?

Sembra difficile ma non lo è, perché il mio team è composto da persone valide e di fiducia. So che posso assentarmi lasciando operativa una squadra impeccabile. Ma ciò che conta di più è il sostegno del patron Paolo Pistone, l’imprenditore siciliano proprietario del ristorante Orlando e della famosissima pasticceria I dolci di nonna Vincenza, presente in tutta Italia con i suoi punti vendita a Catania, Roma e Milano. Lui mi supporta e sopporta, mi ha sempre lasciato carta bianca e mi ha sempre dato il massimo della sua fiducia diventando così, per me, come un secondo padre, una delle persone più importanti della mia vita.

Com’è stato recitare in un film importante come Baaria diretto da un maestro come Tornatore?
Se ci penso ancora oggi mi emoziono. Quei mesi in Sicilia e in Tunisia per la realizzazione di questo grande film mi riempiono di gioia e di orgoglio. Lavorare con il maestro Tornatore è il più grande sogno di ogni attore italiano. Anche io così ho realizzato uno dei miei tanti sogni che ancora oggi ho. E sono davvero tanti.

Quali altri ruoli sono stati importanti nella tua carriera?
Ho sempre amato tutti i ruoli che ho interpretato. Mi lego tantissimo ai personaggi che mi vengono assegnati, buoni o cattivi che siano. Cerco sempre di scavare a fondo nella loro personalità, storia personale, psicologia per poter essere credibile il più possibile. Tra i tanti ruoli posso citare, però, per esempio, l’ispettore Giuffrida ne L’Onore e il Rispetto 5, personaggio dello Stato molto sensibile ma combattivo, un guerriero della giustizia. Oppure Totuccio Inzerillo, ne La mafia uccide solo d’estate 2, mafioso spietato e senza scrupoli. Eppure, anche in quest’ultimo ho cercato e trovato la chiave e le motivazioni che potessero portare a tanta cattiveria. La mafia mi fa davvero schifo, per questo è stato difficile. Ma è proprio quando c’è una sfida difficile che il mio lavoro diventa ancora più bello. Ci tengo a dire che non giudico mai i miei personaggi, è fondamentale per me.

E invece quando è nata l’esperienza con il ristorante Orlando?
Dal 2010, anno in cui è nato il ristorante che fino al 2015 si trovava in via Mantova. Poi ci siamo trasferiti in via Sicilia, proprio perché un ristorante siciliano a Roma, in via Sicilia, ci sta tutto. È anche una zona molto prestigiosa ed elegante della Capitale quindi si sposa bene con lo stile di Orlando.

Quanto è utile per un ristoratore essere anche un attore o viceversa?
Secondo me è fondamentale. Io consiglierei a tutti gli attori di fare anche i ristoratori e a tutti i ristoratori di fare anche gli attori. Nella vita che si svolge all’interno di un ristorante hai la possibilità di incontrare tantissime persone, tanti personaggi, tante facce e tante vite. Io cerco di capirli, studiarli, accontentarli e renderli felici, almeno per quelle poche ore. Cerco di capire quindi che cliente ho davanti, di cosa ha bisogno e cosa desidera. Occorre, insomma, una sensibilità simile a quella dell’attore. E poi tutte le persone che incontro al ristorante riempiono le mie giornate e la mia anima.  È come fare tanti viaggi restando fermi in una sala. L’attore regala emozioni. Il ristoratore regala emozioni. E regalandole, se ne ricevono altrettante.

Se dovessi paragonare la cucina del ristorante a un film quale sarebbe?
Il film è proprio Orlando. E lo stiamo scrivendo e girando tutti insieme.

Alcuni piatti che non si possono non ordinare da Orlando?
Sicuramente i piatti della tradizione come la pasta con le sarde, la pasta con i ricci, il nostro tonno rosso, i nostri gamberi di Mazara. Cerchiamo di fare una sorta di ‘chilometro zero’ ma dalla Sicilia a Roma. Cerchiamo, cioè, di offrire al cliente tutti i sapori della nostra bellissima isola, proprio come li offre il mare e la terra dell’isola stessa. Uniamo tradizione e innovazione con dei piatti pieni anche di tecnica e ricerca, nel rispetto dei prodotti di stagione. Proprio per questo da Orlando non troverete mai lo stesso menu, adattato ad hoc in base a ciò che la natura offre in quel periodo. Per esempio, nel nostro attuale menu proposte molto originali sono i tortelli ripieni di uova di sanpietro, fonduta di ragusano e gambero rosso di mazara oppure cernia del mediterraneo gratinata con zabaglione salato al marsala. E poi ovviamente i nostri dolci: cannolo, cassata e granite che I dolci di nonna Vincenza non può far mancare al palato dei nostri clienti. Come dicevo prima, noi cerchiamo di regalare emozioni a 360 gradi, a tutti i cinque sensi: al gusto e all’olfatto ma anche al tatto, alla vista e all’udito. Amore per la tradizione.