fornelli a spillo
06-11-2019

Ecco a voi Fornelli a Spillo, professione food entertainer

In questi ultimi anni, con l’esplosione della passione food declinata in ogni modo e maniera, si sono moltiplicate anche le professioni legate al mondo del cibo, della ristorazione e quant’altro. Ecco allora che oggi andiamo alla scoperta di una nuova accezione ancora, quella del food entertainer. A coniare l’etichetta è Anna Buffa alias Fornelli a Spillo, giovane creativa con un passato di studi in filologia slava e poi un master in Food&Wine Communication: da un po’ di anni si è inventata una serie di format per coniugare la passione per la cucina e uno spirito di aggregazione che la porta a incontrare e far incontrare tante persone diverse. Ecco cosa ci ha raccontato:

Cosa fa un food entertainer?

Con un mix di conoscenze culinarie, narrative e relazionali,  la mia figura di food entertainer è capace di mettere a proprio agio  gli ospiti in cucina, tanto nella propria quanto in quella altrui,  aiutando lo sviluppo di relazioni interpersonali e lo sviluppo delle  conoscenze tra le persone attraverso il veicolo cibo. Il cibo, nella sua forma più essenziale, porta in sé storia, tradizioni, usi e costumi, è il dna gastronomico e non che ci  portiamo dentro e che racconta di noi agli altri attraverso gusti, sapori e profumi. Raccontarli attorno a una cucina che consenta l’interazione delle  persone facendole spignattare, tagliuzzare, mescolare, rendendole  partecipi di un ricordo, proprio o altrui ma che possono fare loro o  esternare nel momento del contatto con il cibo, è l’obiettivo della  mia idea di food entertainment.

È un modo per dare un volto nuovo la convivialità?

Sì, è attorno al focolare domestico che nascono le tradizioni, è lì che  vengono tramandate ed è sempre lì, attorno alla cucina, che si torna per ritrovare calore, quello dei ricordi, piacere, quello del cibo dell’infanzia, conforto, quello della famiglia. Chi partecipa a una serata di Fornelli a Spillo può vivere così direttamente l’esperienza in prima persona, cucinando, provando,
assaggiando, sentendosi protagonista e non spettatore. Non si tratta di uno show cooking né di una lezione di cucina: qua tutti partecipano, tutti sono responsabili, tutti raccontano e si  raccontano attraverso il cibo e sotto la mia supervisione, quella di food entertainer.

Tu hai una formazione letteraria e multiculturale, quanto è importante la cucina per far incontrare diverse culture?

La cucina è chiaramente il primo approccio che consente un avvicinamento tra varie culture a tutti i livelli: la cucina pareggia, oppure da rilievo o al contrario mette in ombra chi di cucina non sa o non vuole sapere, chi l’ama, chi, con questa, esprime il proprio estro… Insomma: va bene parlare di Tolstoj e della musica klezmer, ma quando metti a tavola un piatto di carbonara (senza panna, ovviamente!) gli argomenti di interazione si decuplicano!

Quali sono fra le formule che proponi quelle che funzionano di più?

Fornelli a spillo è un format-contenitore e 3 sono le tipologie di corsi: Analfabeti del mestolo, il corso di cucina per chi non è in grado di distinguere un sedano da un finocchio e che aspira a imparare a cucinare un risotto (almeno) alla milanese; Italian Food, il corso di cucina per stranieri che devono essere indottrinati sulle basi della cucina italiana (tipo sul come preparare una bruschetta); e infine Single Food, il corso-cena, sicuramente il più richiesto, dove si incontrano 5 single uomini e 5 single donna ai fornelli, il modo migliore per trovare l’amore o i migliori amici di baldoria. Milano sta diventando una città di solitari alla stregua di New York: voglio invertire questa tendenza prima che sia troppo tardi!

In questi giorni sei in tv con Simone Rugiati nel programma Shop, Cook & Win sul Nove. Ci racconti qualcosa in più di questo nuovo progetto?

Lavorare con  Simone è stato illuminante dal punto di vista gastronomico: ha quella capacità che amo in un chef, di mixare esperienze del proprio vissuto internazionale e trasferirle nel piatto. Ogni portata servita, nonostante la difficoltà di utilizzare degli ingredienti “forzati”, era un’esplosione di gusto e fantasia, degno davvero di un appuntamento nel migliore dei ristoranti! Inutile dire che adorerei ripetere l’esperienza!

Noi ci occupiamo di ristorazione, i tuoi ristoranti preferiti tra quelli che prenoti su TheFork? 

Domanda difficilissima: non vorrei fare un torto a nessuno quindi rimarrò sul generico dicendo che i ristoranti che preferisco sono gli etnici (dal libanese all’argentino passando per il peruviano e il giapponese) e quelli di alta cucina, entrambi per la solita filosofia del viaggio esperienziale che è il mio pallino.

I nostri utenti vanno spesso al ristorante e amano il buon cibo. Una ricetta veloce per un pasto a casa detox dopo tante cene fuori?

Una vellutata di carote. Tegame di ghisa: butti dentro un filo d’olio extravergine di oliva, zenzero grattugiato fresco, peperoncino e uno spicchio di aglio in camicia. Aggiungi 6-8 carote per persona, 750 ml di brodo vegetale e lasci cuocere finché le carote non saranno morbide. Regola di sale, frulla tutto e unisci mezza tazza di latte di cocco. Fai cuocere per altri 5 minuti e servi con una manciata di coriandolo fresco. Indubbiamente la mia preferita!

Foto: sito ufficiale