06-05-2016

Fiori… da mangiare

La primavera è senza dubbio la stagione dei fiori. I campi si ricoprono di macchioline colorate, le tavole si arricchiscono di composizioni variopinte, i regali più apprezzati sono accompagnati da bouquet floreali fra i più profumati. Ma attenzione: queste espressioni vegetali così colorate non sono state pensate da Madre Natura solo per essere decorazione e piacevolezza estetica. Son ottimi anche… da mangiare!

Quella dei fiori edibili, che a noi può apparire strampalata, è invece una tradizione che risale a migliaia di anni fa, affondando – è proprio il caso di dirlo – le radici nell’antica cucina cinese, ma anche in quella greco-romana. Gli utilizzi sono i più disparati: oltre a creare liquori e salse, coi fiori si possono realizzare ottime frittate (ad esempio con le primule), oppure si possono candire i petali di violetta per arricchire dolci e creme, o ancora arricchire preziose insalate (con tarassaco e petali di rosa essiccati), paste o risotti.

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Come racconta Carlo Spinelli, gastronomo e assaggiatore estremo, nel suo libro Bistecche di Formiche (Baldini&Castoldi), dedicato ai piatti più strani del mondo: “Nella vita quotidiana amo alla follia i fiori del rosmarino, quelli del basilico, dell’erba cipollina, così potenti e delicati allo stesso tempo, quelli del coriandolo, della menta e della borragine“. Ma l’elenco può continuare all’infinito: “Poi si può ampliare il campo d’indagine e arricchire l’insalata anche con le margherite, le primule, i corbezzoli, i fiori del glicine e della Robinia pseudoacacia, i fiori del sambuco, il nasturzio, la rosa, il garofano, la calendula, il geranio, la viola mammola, il giglio, il fiore di gelsomino…“.

Alcuni consigli e usi? Ad esempio i fiori di borragine, piccoli e a forma di stella azzurro-viola, con il loro mix di sapori fra il cetriolo e l’ostrica, sono perfetti per guarnire insalate oppure, caramellati, per arricchire di un tocco agrodolce i dessert più vari. Sempre in insalata è delizioso il nasturzio, che ha un sapore più deciso ricordando la rucola e il wasabi. Le viole del pensiero hanno note di anice e di balsamico, sono ideali per creme e anche per cocktail originali. Per i dessert si possono usare anche i fiori di lavanda, con il loro profumo inteso, ideali anche caramellati.

Le possibilità sono tantissime e ancora da esplorare. Sono tanti i ristoranti che inseriscono nel loro menù speciali pietanze floreali: ormai è un trend in grande espansione e di grande tendenza. Provare per credere!