Bistrot; TheFork
24-01-2019

I Bistrot, nuova realtà romana

Articolo di Luca Sessa – “Un bistrot o bistrò è un’espressione della lingua francese che significava originariamente osteria e in seguito ha assunto anche il significato di piccolo caffè”.

Mai come in questo caso ricorrere al preciso significato di una parola può essere d’aiuto per raccontare una realtà ristorativa che negli ultimi anni è diventata importante, per quantità e qualità di insegne, anche nella capitale. Il Bistrot ha saputo ritagliarsi in poco tempo uno spazio notevole, collocandosi a metà tra l’alta ristorazione e le osterie e/o trattorie, rappresentando una alternativa valida dal punto di vista della ricerca culinaria e del costo per il cliente.

Realtà spesso di ridotte dimensioni per quel che concerne i coperti e gli spazi a disposizione, arredate con gusto, in modo talvolta minimale altre con toni vintage, caratterizzate da una mise en place semplice ma al tempo stesso ricercata, e da una offerta gastronomica ben delineata: piatti non eccessivamente strutturati, ma basati su un interessante lavoro di valorizzazione delle materie prime e di ricerca di equilibri piacevoli al palato.

Roma non si è sottratta alla crescita di tale fenomeno, e sono molti gli indirizzi da segnare in agenda.

Dal Palatino Bistrot dove i prodotti di piccole realtà artigiane recitano un ruolo da protagonista a  Le Carré Français con la sua vasta selezione di materie prime di qualità. In chiusura meritano una menzione il Bistrot 4.5 Via Amsterdam, locale arredato seguendo una filosofia eco-friendly, e Secondo Tradizione, dove prodotti eccelsi vengono valorizzati per offrire piatti intriganti.

A proposito di Luca Sessa

42 anni, napoletano di nascita, romano d’adozione. Fino allo scorso anno statistico di giorno, blogger e chef di notte, ora si dedica solo al food. Il blog Per un pugno di capperi come vetrina dei suoi esperimenti quotidiani, un luogo nel quale scrivere, raccontare, confrontarsi.