12-09-2019

Il Valentyne Restaurant e le atmosfere anni ‘30

Articolo di Luca Sessa – Gli ambienti ideati e strutturati in stile moderno, con linee precise, cromie ben riconoscibili ed arredi essenziali identificano una tendenza molto diffusa in ambito ristorativo, sicuramente per quel che concerne l’alta cucina. Ma sempre più spesso nascono nuovi format che ripropongono atmosfere del passato. A Roma, a pochi passi dalla bellissima Piazza del Popolo, in una suggestiva zona fatta di una miriade di stradine che portano nel cuore pulsante della capitale c’è il Valentyne Restaurant, un vero e proprio inno agli anni ’30.

Spazio ristorazione dell’Hotel Valadier in via della Fontanella, varcando la soglia del locale ci si ritrova immediatamente catapultati in un ambiente di grande impatto visivo. Arredi e scelte di design che omaggiano i club del Proibizionismo americano, un luogo glamour che richiama suggestioni passate rendendole attuali: marmi pregiati, specchi, ottone, piume, il velluto sgargiante di sedute e tendaggi, le ceramiche bianche venate e stuccate a mano in foglia oro. Un’area bar con bancone in legno lavorato in tridimensionale e un retrobanco in ottone scenograficamente illuminato accolgono una carta dei cocktails degna di nota. Il concept del locale è racchiuso in una parete: le ceramiche bianche venate e stuccate a mano in foglia d’oro seguono la tecnica giapponese kintsugi, che significa “riparare con l’oro”. Il menu strutturato dallo chef e dalla sua brigata richiama una ristorazione di respiro internazionale e piatti ispirati alla cucina newyorkese e francese. La Tartare di scampi, foie gras e bergamotto vede i vari elementi integrarsi con buona armonia, donando al palato freschezza ma anche intensità di sapore, con una piacevole nota acida che pulisce la bocca. Il Vitel tonné sorprende per l’insolito spessore della carne, che però grazie alla cottura diviene morbida, accompagnata da una salsa dalla sapidità ottimale. La Cheesecake con cremoso ai frutti di bosco è presentata con una veste moderna che non elide il sapore degli ingredienti, resi accattivanti anche per la vista. Un locale elegante, un’atmosfera glamour, uno spazio dove scoprire cocktail ricercati e piatti studiati per far coesistere sapore, armonia ed equilibrio.

A proposito di Luca Sessa

42 anni, napoletano di nascita, romano d’adozione. Fino allo scorso anno statistico di giorno, blogger e chef di notte, ora si dedica solo al food. Il blog Per un pugno di capperi come vetrina dei suoi esperimenti quotidiani, un luogo nel quale scrivere, raccontare, confrontarsi.