finger
10-09-2019

Intervista a Finger, il paradiso dei finger food a Roma

Da Finger, ristorante in piazza Pietro Merroli a Roma, come suggerisce il nome tutto deve essere gustato con le dita. La proposta del locale, infatti, è un raffinato ventaglio di finger food sempre diversi che danno vita a degustazioni originali e golose. Se l’ispirazione è chiaramente newyorchese, l’influsso della tradizione italiana più genuina non può mancare, così non manca l’entusiasmo e la sincerità nelle parole del gestore e chef Giordano Coppari, che abbiamo intervistato per saperne di più.

Finger ha chiaramente un’ispirazione americana: ma come si fonde questa con una realtà tutta italiana?
In realtà si fondono perfettamente ed presto detto il perché: la nostra cultura del cibo e del mangiare è invidiabile in tutto il mondo ed è bastato solamente cercare di cambiare la prospettiva del modo di mangiare, abbandonando l’idea del piatto tradizionale per infondere, alla fine, il concetto moderno del degustare e appagare i sensi in modo esplosivo e concentrato. Il tutto in un sol boccone.
Voi prendete il concetto di “finger food” molto alla lettera: quanto è importante il contatto del cibo con le mani?
Per noi è direi fondamentale, anche se concettualmente la mia idea è quella di creare un feeling tra spirito e cibo dove il tatto, la vista e l’olfatto si miscelano in un’esplosione di sensazioni che appagano palato e animo.
Quali sono i piatti che meglio caratterizzano la vostra offerta?
Non ci sono piatti caratteristici che si ripetono nella nostra cucina perché nella mia idea di ristorazione cerco di andare a toccare i ricordi della nostra infanzia e della tradizione, una cucina della nonna che tutti possono gustare, assaporare e giudicare inserendo però consistenze e materie prime di assoluto livello e ricercatezza che in fondo fanno la differenza.
A cena non prevedete menu ma solo pietanze pronte al momento: come mai questa scelta?
Una scelta azzardata, è vero, ma in cucina si fa un’esperienza in cui un cuoco cerca di esprimere il suo essere in base alle esigenze alimentari di chi è pronto a riceverle. In fondo ancora più estremo è il fatto di voler far tornare l’ospite, non per ordinare un piatto che lo ha colpito ma per scoprire lo chef cosa ha pensato di volta in volta per la cena. Come detto è questione di cambiare la proprio prospettiva. E poi cambiare quotidianamente il menu dà quella assoluta certezza di un prodotto fresco cucinato al momento, quindi cosa volere di più?
Voi utilizzate il servizio di TheFork dal 2016: come giudichereste quest’esperienza?
Anche questa all’inizio poteva sembrare una scelta azzardata e avventata, ma che col tempo si è rivelata assolutamente azzeccata: i giudizi degli utenti sono la migliore sponsorizzazione che si può ottenere. Certo, alcuni forse si improvvisano critici gastronomici senza esserlo, a volte col rischio di recare dei danni a chi con sacrificio porta avanti le proprie idee. Ma il mondo è bello perché vario…
È venuta anche a voi voglia di provare Finger a Roma? Per prenotarlo su TheFork bastano pochi clic