11-07-2019

La cucina partenopea raccontata da Luca Sessa

Articolo di Luca Sessa – Una città “pizzacentrica” può aver sviluppato una tradizione culinaria varia e di qualità? La risposta è sì nel caso di Napoli, che da sempre può vantare una serie di piatti rinomati ed apprezzati in tutto il nostro paese.

A prescindere dall’importante ruolo della pizza, dal punto di vista storico, gastronomico ed economico, il capoluogo partenopeo ha strutturato nel corso del tempo una tradizione fatta di contaminazioni, ingredienti, culture e cotture, creando piatti irresistibili.

Dal “Ragù” dalla infinita cottura alla “Genovese”, sugo a base di cipolle utilizzato per condire la pasta, passando per la cucina di pesce che valorizza tutti i prodotti del mare, e ancora il “Casatiello”, e tante altre delizie, fino a giungere agli iconici dolci come il “Babà”, la “Sfogliatella” e la “Pastiera”. Sono molti i locali in città che propongono i piatti della tradizione, e tra questi alcuni meritano una particolare menzione, come Sartù Ristorante, che valorizza materie prime locali per dar vita a proposte gastronomiche di rilievo. Spazio poi a Veritas, dove lo chef Gianluca D’Agostino e la sua brigata danno vita a personali interpretazioni dei sapori partenopei ricorrendo ad una tecnica sopraffina. Spostandoci di zona e giungendo ai piedi del tunnel della Vittoria che conduce al porto, ci possiamo imbattere ne La Casa di Ninetta, dove la disponibilità del mercato consente di preparare delizie come la “Pasta e patate con la provola”. La storica Via dei Tribunali ospita La Stanza del Gusto: qui la cucina napoletana si fonde con i sapori mediterranei per un mix davvero beni riuscito. In chiusura un nome storico della ristorazione cittadina, Lombardi 1892, che in parallelo all’offerta relativa alle classiche pizze, propone una cucina di pesce che raggiunge il suo apice con la “Fritturina del Golfo” e la “Zuppa di cozze”.

A proposito di Luca Sessa

42 anni, napoletano di nascita, romano d’adozione. Fino allo scorso anno statistico di giorno, blogger e chef di notte, ora si dedica solo al food. Il blog Per un pugno di capperi come vetrina dei suoi esperimenti quotidiani, un luogo nel quale scrivere, raccontare, confrontarsi.