jamie oliver
02-07-2019

L’impero di ristoranti di Jamie Oliver è in crisi

La notizia è stata diffusa nei mesi scorsi ma le conseguenze si stanno facendo sentire fino ad oggi: la star britannica della ristorazione Jamie Oliver, volto noto della tv e dell’editoria per la sua missione di diffondere una cucina salutare (e dalle profonde, almeno secondo lui, radici italiane) è ufficialmente in crisi. Il suo impero di ristoranti infatti ha subito nell’ultimo periodo un grave contraccolpo.

Già all’inizio del 2018 la chef star inglese aveva dovuto ammettere le proprie difficoltà: la sua catena di ristoranti chiamati Jamie’s Italian, che all’apice del successo faceva parte di un gruppo di 40 locali nel Regno Unito e in giro per il mondo, ha dovuto chiudere più di una ventina di insegne. Oliver si era giustificando additando le infauste conseguenze commerciali della Brexit, oltre alla collaborazione con partner sbagliati e si era impegnato a rifinanziare la società con 13 milioni di sterline di propria tasca.

Eppure ciò non aveva impedito il licenziamento di centinaia di dipendenti e allo stesso tempo non ha impedito ora di arrivare al fatidico fallimento, a fronte di un debito che ha superato secondo il Sun i 70 milioni di sterline. Pensare che l’impero di Jamie Oliver era iniziato proprio dieci anni fa, nel 2008, quando aveva iniziato a sfruttare la sua notorietà mediatica aprendo diversi tipi di ristoranti, cercando in generale di ripensare la cucina in modo più salutare e controllato. Alla fine del 2017  però aveva dovuto chiudere, con altrettanto clamore anche il suo magazine Jaime, ritenuto il megafono più in vista del suo successo.

Eppure il suo non è un caso isolato: molte altre catene britanniche, come Carluccio’s, Byron Burger e Gourmet Burger Kitchen, hanno annunciato tagli e chiusure. Il problema sta sempre nella tanto disperata Brexit, che ha aumentato l’incertezza della bilancia commerciale con conseguente aumento dei prezzi delle materie prime e dunque anche quelli dei prezzi in menu. “Sono sconvolto dal fatto che per i nostri ristoranti in Gran Bretagna si profili il fallimento. Ma voglio ringraziare tutte le persone che hanno messo impegno e cuore nella nostra attività per tutti questi anni”, ha scritto lo chef sui suoi profili social, mentre i conti di 25 ristoranti finiscono in amministrazione controllata e 1300 dipendenti sono stati lasciati a casa. Il dispiacere è sicuramente enorme e forse la lezione è che bisogna sempre rinnovarsi in continuazione, soprattutto quando le cose sembrano andare decisamente per il meglio.

Foto: Wikipedia