12-02-2019

Mangiare (bene) vegetariano a Torino

Articolo di Bruno Boveri – E’ un dato di fatto, vegetariani e vegani sono in costante aumento.

E sulle motivazioni etiche ed ecologiche di queste scelte c’è poco da ridire. Magari sarebbe gradito un po’ meno fanatismo da setta religiosa, soprattutto da parte dei vegani, ma qui non è di questo che si vuole trattare. Consentitemi ancora una premessa. Io sono carnivoro o, meglio, onnivoro. Mai rinuncerei al salame crudo o a un buon bollito misto, ma al tempo stesso, avendo un’età veneranda e quasi venerabile, ricordo bene nella mia infanzia. trascorsa in un paesino del tortonese, come la dieta fosse soprattutto vegetariana e la carne si mangiasse di fatto un paio di volte alla settimana, ed erano soprattutto carni bianche di galline e conigli allevati dai nonni. Detto questo, la ristorazione ha preso atto della tendenza e ormai in ogni ristorante trovate piatti studiati per quel tipo di esigenze. Ovviamente conviene segnalare che siete vegetariani o vegani all’atto della prenotazione e poi state certi che il cuoco sfornerà per voi leccornie degne del vostro sano appetito.

Ma non solo, sono ormai operativi ristoranti dedicati a questo tipo di cucina, dove a piatti tradizionali vegetariani (quelli della mia nonna) si affiancano nuove proposte golose e assolutamente appaganti. Un esempio per tutti in città il Verdegusto. Loro stessi definiscono la loro cucina come vegetariana langarola e monferrina, perché da lì partono per le loro splendide variazioni sul tema.

Tipo l’Uovo liquido dentro e croccante fuori su purè di patata blu “Vitellotte”, chips di patata, polvere di erborinato e crema di Seirass, o il Risotto integrale vercellese mantecato con farina di castagne e Castelmagno, servito con una riduzione di Barbera d’Asti e polvere di agrumi bio.

E potrei continuare con altri piatti squisiti. Ci sono stato un po’ di volte e sempre, nonostante sia un carnivoro impenitente, sono uscito satollo ed entusiasta e non vedo l’ora di tornare per assaggiare chissà quali deliziose novità. Il paradiso del ghiottone non ha barriere, solo condivisioni.

A proposito di Bruno Boveri 

Ho sempre coltivato la passione per il cibo e il vino. Sono stato per più di vent’anni dirigente nazionale di Slow Food. Collaboro alle guide del Gruppo Editoriale L’Espresso, scrivo di gastronomia ed enologia su riviste e siti internet. Sono Presidente della prima web radio europea dedicata al vino: La Voce del Vino/The Wine Voice.