28-09-2018

Prima di Instagram, la mostra di Bob Noto a Torino

Si intitola Ante Instagram: Bob Noto la mostra che ha inaugurato il 20 settembre alla Nuvola Lavazza, il nuovo grande edificio del brand italiano di caffé a Torino. Nell’esibizione si ripercorre il suo enorme talento fotografico, una vita passata a fotografare i migliori piatti nei migliori ristoranti del mondo. Prima che il food porn diventasse tendenza del momento, e che tutti ne fotografassimo i nostri piatti appena arrivati sul tavolo, Noto ne aveva fatto un’intuizione che precorreva i tempi e l’aveva trasformata in un’arte pregiatissima.

Scomparso nel marzo del 2017, Noto era nato nel 1956 a Torino, città in cui ha sempre vissuto e lavorato ma dalla quale si spostava continuamente per le sue esplorazioni gastronomiche. Indefesso globetrotter, era sempre alla ricerca di nuovi ristoranti, di nuove eccellenze e di nuove tendenze. E nel frattempo affinava il suo palato già straordinario: grandi chef come Ferran Adrià sono concordi che fosse uno dei gourmet più raffinati al mondo. Grandi nomi come Bottura, Cedroni, Cracco e Scabin non passarono inosservati, in tempi non sospetti, alla sua curiosità indagatrice (protagonisti ad esempio di uno dei suoi utilissimi libri, 6 – Autoritratto della cucina italiana d’avanguardia).

Ma l’altra sua passione era la fotografia: aveva iniziato a 16 anni, quando i suoi genitori gli regalarono la prima macchina fotografica. Fu solo però attorno agli anni Duemila che sviluppò il suo stile inconfondibile, i colori accesissimi delle pietanze in contrasto con il candore totale dei piatti, uno stile estremo ma anche ironico, spesso dissacrante come lo era lui. “Fotografo solo piatti mentre sono ancora caldi, anche perché poi me li mangio“, diceva. Le sue sono nature tutt’altro che morte, perché vivono d’intensità nella cornice di una foto e restituiscono la genialità e intensità dei grandi chef.