19-12-2016

Natale in tavola a Napoli

Natale in tavola a Napoli –  Si  sa, da sempre il Natale dei Partenopei  è caratterizzato da molteplici tradizioni che hanno finito per contaminare un po’ tutti. Il presepe, gli zampognari , la Tombola,  Natale in casa Cupiello e tanti altri piccoli ma irrinunciabili riti.

A questi si aggiungono sicuramente la cena della Vigilia e il pranzo Natale.  Entrambi questi giorni Sacri hanno, a loro volta, altrettante pietanze sacre al “Napoletano Verace”. E allora scopriamoli insieme questi piatti, iniziando da quelli della Vigilia dove, da sempre, è il pesce a farla da padrone. Infatti, essendo la cena della Vigilia ricchissima, ciò di cui non si può fare a meno sono sicuramente gli spaghetti con le vongole (o con i lupini) seguiti da Baccalà (fritto o in pastella), anguille e capitone. Segue poi la cosiddetta Insalata di rinforzo. Di questo piatto esistono numerose varianti poiché ogni famiglia ha la propria ma, ciò che è certo, è che non deve mai mancare sulla tavola. Gli ingredienti comuni sono comunque cavolfiori,sottaceti , olive, capperi  e acciughe.

Queste sono le cose che non mancano mai il 24 Dicembre ma, come ben si può immaginare, ogni famiglia Napoletana che si rispetti, aggiunge pietanze a piacere che finiscono sempre per risultare molto più che abbondanti.

Veniamo ora al giorno Sacro per eccellenza, il 25 Dicembre. Qui non c’è un filo comune a farla da padrone come per la Vigilia, ma c’è qualche piatto “imposto” dai nonni.  Primo tra tutti la Minestra Maritata. Una minestra fatta con brodo e pezzi di Maiale accompagnati da cicoria, cavolo nero  e scarole. Molto spesso questo piatto non rientra nei gusti dei commensali (specialmente in quelli dei più giovani) ecco perché, in alternativa, si propone il Brodo di Gallina da accompagnare con tagliolini o tortellini. Anche il 25 Dicembre  il centrotavola perfetto è l’insalata di Rinforzo accompagnata da affettati di tutti i tipi e dagli avanzi della Vigilia (in genere anguilla e capitone che puntualmente non mangia mai nessuno, ma devono esserci per “buon augurio”). Dopo di che, a discrezione delle mamme (e delle tasche) segue cibo di ogni specie e di varia natura che si finisce per mangiare più per inerzia e convivialità che per voglia vera e propria.

E per finire in questi due giorni non manca mai la frutta secca di tutti i tipi e soprattutto i dolci che colorano le tavole e mettono d’accordo tutti: Dagli struffoli (ore e ore per prepararli e per friggerli e neanche 10 minuti per mangiarli) ai raffioli, passando per le cassatine e le paste di mandorla.

Insomma, piccole tradizioni che profumano di famiglia, allegria e amore.

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