18-03-2020

Nunziata, il Salotto “buono” di Napoli

Articolo di Luca Sessa – Il “Salotto buono” negli alloggi piccolo borghesi è quello arredato con particolare cura e usato solo per ricevere persone di riguardo, ma sovente indica un ambiente frequentato da personalità stimate e influenti, dal punto di vista sociale, economico e professionale.

Vista sala - Salotto Nunziata, Napoli

In questo caso però è un gioco di parole che indica un locale particolare, ubicato nella zona di Chiaia, a ridosso della Riviera: il Salotto Nunziata è un luogo originale e dalla grande personalità. A dargli vita è una coppia di fratelli, il primo esperto di ristorazione, il secondo archeologo, che propongono una formula molto intrigante: ricette antiche, realizzate grazie alla ricerca di fonti che raccontano le preparazioni del passato, un attento lavoro finalizzato il cui scopo è quello di poter proporre sapori a dir poco antichi a moderni palati.

Un posto unico nel suo genere nel panorama napoletano (e non solo), arredato come un vero e proprio salotto di casa, uno spazio nel quale trovano posto elementi d’arredo del passato ed altri moderni, dove le poltrone convivono con le sedie in legno, le eleganti lampade illuminano giradischi ed i colori rendono suggestive ed accoglienti le sale. Un certosino lavoro dai due fratelli Diego (Archeochef), laureato in archeologia Numismatica e Gianmaria (Oste) che hanno unito le proprie passioni e competenze per dar vita ad una filosofia culinaria unica nel suo genere, scegliendo per questo progetto un nome che omaggia la loro mamma.

Un locale che è anche un riferimento culturale, grazie all’organizzazione di vernissage e presentazione di libri e, naturalmente un “salotto buono”, dove il buono è riscontrabile in piatti in carta da scegliere tra antipasti, primi, secondi e dolci indicati quali “gustatio”, “primae mensae”, “secundae mensae” e “cuppidiae”: si va dalla “Parmigiana di melanzane al ragù napoletano e provola affumicata fritta” ai “Paccheri di Gragnano, aglio, olio e chili a filetti, mantecati al provolone del Monaco”, passando per il “Pesce in fornace, scarole saltate e patate infornate” e la “Crostata calda di mela annurca e crema di Nunziata”.

A proposito di Luca Sessa

Napoletano di nascita, romano d’adozione. Fino a poco tempo fa statistico di giorno, blogger e chef di notte, ora si dedica solo al food. Giornalista pubblicista, fondatore di Radio Food, gestisce il blog www.lucasessa.com, una vetrina dei suoi esperimenti quotidiani, un luogo nel quale scrivere, raccontare, confrontarsi.