13-09-2017

Orti urbani, il trend food tutto verde

Secondo i dati della Coldiretti, 43 milioni di italiani sono stati conquistati negli ultimi anni dalla tendenza dei prodotti a chilometro zero. Ma il fenomeno non riguarda solo mercati locali e negozi biologici che offrono la possibilità di rifornirsi di frutta e verdura proveniente da filiera corta. La tendenza infatti è sempre più quella di curare il proprio orto e questo riguarda anche chi vive in città: gli orti urbani sono una realtà sempre più diffusa e affascinante.

L’interesse per la cura del verde appassiona sempre più italiani: nel 2016 il mercato italiano per le attrezzature da giardinaggio ha raggiunta la considerevole cifra di 1 milione 228 mila unità. E ciò non riguarda solo le realtà rurali, ma anche le città e le metropoli. Il 46% degli italiani ha dichiarato di curare uno spazio verde più o meno grande sul proprio balcone o giardino, anche condominiale. L’obiettivo non è solo di ordine estetico, per il piacere appunto di essere circondati da piante e fiori, ma anche quello molto concreto di ottenere aromi e verdure da utilizzare direttamente in cucina.

Ovviamente coltivare piante in un contesto urbano comporta una serie di complessità non indifferenti. Proprio per questo numerose start up sono nate negli ultimi anni per favorire la coltivazione in spazi ridotti o con scarsa disponibilità di terreno e acqua: molte di queste, da HanGreen a Click and Grow, sono state presentate durante i mesi di Expo 2015 ma la loro crescita continua proponendo agli appassionati di urban green tantissime possibilità di sviluppare i propri orti urbani personalizzati.

Orti urbani contro la paura

La tendenza degli orti urbani cambia anche il volto delle nostre città in modo concreto. Sempre più progetti immobiliari prevedono spazi per dei giardini condominiali che possano essere coltivati, mentre i progetti di organizzazione delle città da parte delle varie amministrazioni si apre a spazi condivisi e di produzione ecologica. Non solo, queste aree comunitarie verdi sono viste anche come risposta alla paura che ha caratterizzato gli ultimi anni: molte persone, da Oscar Farinetti a Stefano Boeri fino a Michelangelo Pistoletto, stanno proponendo che al posto delle barriere antiterrorismo (i tristi new jersey di cemento) vengano collocate aiuole e zone verdi che possono venire curate dalla comunità.

Un nuovo modo di intendere la coltivazione e la vegetazione, uno strumento per riappropriarsi in modo sano e vitale della propria città.