marco bianchi
08-11-2017

Per Marco Bianchi cucinare è un atto d’amore

È difficile crederlo ma da bambino Marco Bianchi era appassionato di junk food. Oggi, dopo essersi laureato in biochimica e aver collaborato a lungo in ambito oncologico a fianco di Umberto Veronesi, il divulgatore scientifico e presentatore televisivo s’impegna per far capire che mangiare bene è il primo passo per prendersi cura di sé. Proprio per questo ha scritto Cucinare è un atto d’amore, un volume ricco di ricette e foto appena pubblicato da Harper Collins.

La cucina è il più importante atto di prevenzione primaria“, sostiene con convinzione Bianchi, che in questo volume ha voluto rispondere alle tante richieste di aiuti e chiarimenti che gli vengono dalla folta community online di suoi follower: “Questo libro per me è innovativo perché ho aperto le porte della mia casa e perché ho voluto proporre dei percorsi attraverso alcune ceste“. Le ricette del libro, infatti, sono associate a degli ingredienti di base raggruppati in “ceste”, liste di prodotti che si possono acquistare tutti in una volta e poi utilizzare in diverse varianti: “Le richieste più insistenti dei miei fan riguardavano soprattutto il non saper fare la spesa o il non aver creatività in cucina. Ho cercato di rispondere a queste esigenze“.

Sfatiamo qualche mito

Non manca mai l’approccio scientifico, però, infatti ogni ricetta e ogni suggerimento è pensato per dare una giusta informazione alimentare: “Dietro ogni scelta c’è sempre un’attenta bibliografia scientifica. Questa volta ho voluto però semplificare le cose, trasmettendo consigli sani in una forma più familiare“. Marco Bianchi si considera un vero e proprio food mentor, infatti ci tiene a sfatare alcuni miti: ad esempio ricordando che la bresaola non è sana e leggera per tutti, oppure che l’efficacia dell’acqua e limone al mattino non ha alcun fondamento scientifico. Sicurissimo invece è che alcuni elementi come curcuma e zenzero sono fondamentali per digestione e metabolismo, mentre la carne rossa va rigorosamente limitata: massimo 500 grammi alla settimana, di cui soli 50 grammi di carne lavorata (tipo affettati o insaccati), e meglio se sempre equilibrata con tante fibre.

Non bisogna però dimenticare che tutti svolgiamo una vita molto frenetica e che quindi spesso trovare il tempo di cucinare è difficile: “A volte è solo questione di organizzazione: nel tempo di una doccia si riesce a far bollire un cavolo rapa“, consiglia Bianchi. E se invece ci troviamo fuori e dobbiamo mangiare al ristorante, quali sono i consigli per scegliere in modo salutare dal menu? “Oggi la varietà è sempre più ampia: ce la si può cavare con un sushi, prediligendo il pesce azzurro che è ricco di omega 3, oppure dato che ormai dappertutto ci sono opzioni per vegetariani e vegani, anche gustose, optiamo per piatti il più possibile vegetali“.

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