04-07-2018

Ristoranti a Milano: giro fra le regioni d’Italia, seduti a tavola

Articolo di Marina Bellati

La ristorazione milanese offre una scelta tale che non vi è che l’imbarazzo della scelta. Al punto da potersi concedere, senza uscire di città, un giro gastronomico fra le regioni che spazia da Nord a Sud. Un itinerario goloso e interessante da scoprire, perché la cucina italiana è quanto mai variegata da regione a regione, addirittura da un paese all’altro. Così, tralasciando per questa volta i locali che fanno della cucina milanese e lombarda il loro segno distintivo, proviamo a raccontarvi di altre regioni che, grazie a ristoranti di qualità, sono di casa a Milano. Il Piemonte, ad esempio, è ottimamente rappresentato da Francesco Passalacqua, chef piemontese che con il suo Esco bistrò mediterraneo spazia in una cucina di ampio respiro, ma non tradisce le sue radici, tanto che sempre in carta si trovano ad esempio i suoi ravioli del plin fatti in casa o la battuta al coltello di carne di fassone.

Mentre il Trentino e la cucina di montagna caratterizzano la Taverna della Trisa: qui piatti tradizionali e popolari come i Canederlòti, lo Stoifis (stoccafisso) o il delicato salmerino ai finferli sanno rievocare sapori e profumi dolomitici. E ancora la Toscana, che a Milano ha portato generazioni di cuochi: come nel caso de la cucina della Trattoria Mibabbo (nella foto),  che porta in tavola una cucina regionale semplice e di tradizione, incentrata sui migliori prodotti toscani, a partire da costate, fiorentine & Co alla brace o lo spiedo di salsiccia e le bruschette. Come pure “parla” toscano Pietre cavate, locale che da 40 anni sa conquistare con prosciutti toscani, pappardelle ai porcini, tagliate e costate e soprattutto piatti di carne, la specialità del locale.

Un angolo di Abruzzo è degnamente rappresentato da Il Capestrano (nella foto), con la grande griglia a vista, la cui specialità sono, prima di tutto, i gustosi arrosticini, le salsicce o le costine di pecora, ma anche primi piatti di carattere come gli spaghetti alla chitarra con ragù di castrato. La verace pizza e le specialità campane sono il cavallo di battaglia di Napoli 1820, dove oltre alle pizze dal cornicione alto si possono gustare sfiziosità come i Polipetti alla Luciana, la Mozzarella in carrozza o il fritto misto di crocchette, mozzarelline, scagliozzi, per finire con un babà o una fetta di pastiera.

Quanto alla Sicilia, c’è il ristorante trapanese Cous Cous Restaurant (nella foto),  che ha in questo piatto multietnico il suo emblema, ma che saprà conquistarvi con una cucina siciliana interpretata in chiave attuale, dalle Arancine allo zafferano al Cannolo salato alle alici di Favignana, dalle Busiate al pesto trapanese ai Calamari ‘mbuttunati. Con la chiusa, immancabile, di cannoli e cassate fatte in casa. Pronti al viaggio?

A proposito di Marina Bellati

Milanese, giornalista, si occupa di gastronomia e ristorazione da vent’anni, collaborando con testate quali Ristoranti, Bargiornale, La cucina Italiana, Grande Cucina, Dove, Libero. Cura la stesura di libri dedicati a cucina e pasticceria.