24-10-2018

Ristoranti di carne a Roma: i consigli Insider

Articolo di Luca Sessa – Una tradizione culinaria basata su sapori intensi, unici, rinomati e riconoscibili, quali quelli delle uova, del pecorino, del guanciale, della trippa.

La cucina romanesca può vantare alcune tra le ricette più conosciute al mondo, come quella della Carbonara, e la carne è sicuramente uno degli ingredienti più utilizzati. Dai saltimbocca alla romana al pollo coi peperoni, passando per le polpette di bollito e ancora piatti come straccetti, abbacchio alla scottadito e gli immancabili arrosticini d’origine abruzzese ma oramai integrati nella tradizione capitolina.

Tante ricette differenti sempre presenti nei menu di trattoria e ristoranti che propongo cucina romanesca, sapori che tornano attuali che il cambio di stagione. Ma dove poter mangiare carne buona a Roma?

Sono molti gli indirizzi da segnare in agenda, e tra questi partiamo dal Mamma mia, locale situato nel quartiere Parioli, ristorante adatto per gli amanti della brace e della griglia, con una selezione davvero ampia. Rapido cambio di quartiere per giungere a Borgo Pio, in piena zona San Pietro dove troviamo Interno 92 (nella foto), una sorta di macelleria nella quale gustare tagli di prima qualità. Non poteva mancare in questo elenco la Garbatella, uno dei posti dove il senso della romanità è più forte, con l’Osteria dei Pazzi, elegante locale dove la carne viene cotta in un braciere a vista. Gli ultimi consigli sono davvero particolari: uno fuori Roma, per la precisione ad Ostia, dove da La Fojetta c’è grande attenzione per la carne, in particolare ai migliori manzi europei ed americani; quindi la Cantina Tirolese, locale tipico a ridosso del Vaticano, nel quale poter gustare i sapori del territorio tirolese come lo stinco di maiale e i salumi di cacciagione.

A proposito di Luca Sessa

42 anni, napoletano di nascita, romano d’adozione. Fino allo scorso anno statistico di giorno, blogger e chef di notte, ora si dedica solo al food. Il blog Per un pugno di capperi come vetrina dei suoi esperimenti quotidiani, un luogo nel quale scrivere, raccontare, confrontarsi.