27-07-2018

Roma: Stazione di Posta e la sua nuova anima da Bistrot Gourmand

Articolo di Luca Sessa – Da ristorante stellato a bistrot gourmand: non è la descrizione di un ridimensionamento ma di una scelta ponderata, della voglia di donare una nuova veste ad un locale che negli anni ha saputo costruirsi una solida reputazione basata su una proposta gastronomica di alto livello.

Stazione di Posta cambia, e lo fa per volontà del patron Pino Cau: un posto nel quale poter mangiare fino alle 2 di notte, accompagnando i piatti con cocktail, birra o champagne.

Il mondo della ristorazione mi affascina, tocca le mie corde più profonde, mi appassiona: non sono uno chef ma, da sempre, ho cercato di affiancare all’attività di proprietario alberghiero quella di ristoratore. È un ruolo complesso perché bisogna possedere una sensibilità particolare per essere il giusto compagno di viaggio di un cuoco di talento. Ci vuole cultura, sensibilità e, ovviamente, la voglia di investire. Non è un percorso semplice ma è quello che ho scelto”.

Prezzi medi alla portata di ogni tipologia di cliente e palato (dai 25 del bistrot ai 40 della carta) e grande spazio al bar mixology con la presenza fissa di un bartender. Nel cuore della movida romana di Testaccio, in concomitanza con il ritorno del Gay Village negli spazi del Mattatoio, all’interno della Città dell’Altra Economia, Stazione di Posta propone una nuova offerta gastronomica: da una parte piatti semplici sotto i 10 euro, dall’altra le idee dello chef Luca Pistinizi all’insegna degli accostamenti inaspettati.

Altra novità il Fuori Stazione, un salotto sotto le stelle per gustare vari assaggi sorseggiando un calice di vino o una birra, scegliendo tre piccoli piatti per provare diversi sapori o un’unica portata, senza dimenticare gli “after midnight”, piatti da gustare a tarda notte, tra i quali è d’obbligo menzionare le “Orecchiette ajo, olio e pecorino”.

Il cocktail bar, affidato a Christopher Amadi, è strutturato su drink originali che riprendono l’attuale tendenza del mixology con l’utilizzo di grandi distillati, sciroppi fatti in casa, spezie, affumicature, e molta frutta freschissima.

A proposito di Luca Sessa

42 anni, napoletano di nascita, romano d’adozione. Fino allo scorso anno statistico di giorno, blogger e chef di notte, ora si dedica solo al food. Il blog Per un pugno di capperi come vetrina dei suoi esperimenti quotidiani, un luogo nel quale scrivere, raccontare, confrontarsi.