21-08-2019

Sbanco a Roma, il regno dei fritti

Articolo di Luca Sessa – Nella zona est di Roma che comprende Piazza dei Re di Roma e Piazza San Giovanni, per la precisione in via Siria, c’è da qualche anno Sbanco, la pizzeria che propone un vero e proprio percorso di qualità basato su ottimi impasti, intriganti condimenti, golosi fritti ed una selezione di birre artigianali che pochi possono vantare.

Da una idea di Stefano Callegari (l’inventore del Trapizzino) e Marco Pucciotti (giovane imprenditore capitolino proprietario di vari locali tra cui Umami) ha preso vita questo ampio locale caratterizzato dalla presenza di un lungo bancone che contribuisce a creare un ambiente che richiama la tipica atmosfera della pizzeria grazie ai mattoni a vista, il forno a legna e tanti altri elementi scelti con cura.

La ricerca delle materie prime, sovente di produzione artigianale, consente di proporre una originale scelta di pizze, dalle più classiche ma comunque impreziosite da ingredienti eccellenti, alle più innovative che si lasciano preferire per i sapori golosi ed inusuali. Ma il vero punto di forza del locale è la straordinaria offerta di fritti, una selezione ideata per creare una vera e propria dipendenza! Dal classico supplì a quello alla carbonara, passando per altre incredibili versioni, senza dimenticare frittatine di pasta ed altre diavolerie che hanno consentito al locale di ricevere un premio per la miglior proposta di fritti nel corso dell’ultima edizione della manifestazione 50 Top Pizza. Ma l’esperienza gastronomica non si esaurisce con impasti e panature, perché anche l’offerta relativa al beverage è di altissimo livello, soprattutto grazie alla ricca carta delle birre, che annovera etichette artigianali e che si rinnova continuamente, per invogliarvi a diventare affezionati clienti di Sbanco.

A proposito di Luca Sessa

42 anni, napoletano di nascita, romano d’adozione. Fino allo scorso anno statistico di giorno, blogger e chef di notte, ora si dedica solo al food. Il blog Per un pugno di capperi come vetrina dei suoi esperimenti quotidiani, un luogo nel quale scrivere, raccontare, confrontarsi.