24-10-2018

Tutti pazzi per il cioccolato rosa

Tutti conosciamo il cioccolato puro, quello fondente. E poi ci sono quello al latte e quello bianco. Ma da qualche tempo dobbiamo abituarci ad annoverare anche una nuova tipologia: il cioccolato rosa. Il Ruby Chocolate, così è chiamato, è una nuova ricetta, la prima introdotta da 80 anni a questa parte. L’ha messa a punto la Barry Callebaut, azienda di Zurigo, e ora tutti i grandi marchi (dal Bacio Perugina ai KitKat fino alla Zaini) la stanno utilizzando per mettere a punto coloratissimi prodotti.

La cosa principale da dire è che il rosa così particolare, la prima caratteristica che si nota di questo nuovo cioccolato, non è frutto di alcuna aggiunta di additivi naturali o chimici. La colorazione, infatti, è data naturalmente dalla lavorazione di un tipo particolare di fava di cacao che si raccoglie in Brasile, Ecuador e Costa d’Avorio. Il nome ufficiale deriva alla tinta rubino delle fave stesse, che sono sì belle da vedere ma anche difficili da lavorare: gli esperti di Callebaut ci hanno impiegato anni per ottenere un metodo di lavorazione che ne esaltasse le particolarità.

Perché oltre al colore, è anche il sapore ad essere peculiare. Il suo gusto è, infatti, un’esperienza cangiante: gli esperti infatti ritengono che appena messo in bocca richiami il cioccolato bianco, ma poi l’effetto non è né amaro né dolce come quello del cioccolato al latte, con una nota asprigna e un leggero sentore di frutti rossi.

Questo nuovo tipo di cioccolato è giovanissimo: è stato infatti presentato il 5 settembre 2017 a Shangai in un evento esclusivo in cui è stato svelato ufficialmente al mondo per la prima volta. Da lì in poi le grandi aziende dolciarie hanno potuto acquistarlo e applicarlo ai loro prodotti più popolari per creare delle versioni originali e molto glamour, perfetto anche per le foto di Instagram. Studi di mercato lo ritengono il prodotto perfetto per la generazione degli acquirenti di oggi: non è solo buono e innovativo, ma anche bello da presentare. Perché anche l’occhio (social) vuole la sua parte.